Il Padanese : il reto-romanzo e … il resto

Se facciamo un confronto, anche superficiale, tra le lingue vediamo che alcune sono simili tra di loro e altre diverse. Basta prendere i numeri da 1 a 10.

Sulla base di tutti i confronti fatti nei secoli, sappiamo che, in Europa occidentale, tutte le lingue, tranne il basco, appartengono a una famiglia detta indo-europea.

All'interno della famiglia i-e, il gruppo occidentale presenta delle somiglianze che lo differenziano dal resto del indo-europeo. All'interno del gruppo occidentale, il germanico si distingue per alcuni tratti comuni con il balto-slavo (i-e orientale) e tutta una serie di caratteristiche proprie (la rotazione consonantica, ecc.) che lo distinguono dal resto del i-e occidentale, che possiamo chiamare italo-celtico.

Poi anche l'italo-celtico si è diversificato in lingue italiche e celtico comune.

Il celtico comune si è poi diversificato in celtico Q (gaelico e celtiberico) e celtico P (gallico e leponzio). Esiste anche un curioso parallelismo tra le lingue italiche occidentali (latino e siculo) e celtico Q e lingue italiche orientali (osco-umbro) e celtico P.

Comunque, con l'impero romano, la lingua latina si è imposta in una vasta area dell'Europa e, con un processo di secoli, ha sostituito una buona parte delle lingue precedenti.

Orbene, se osserviamo le attuali "lingue romanze", il prodotto di questo processo, vediamo che esiste un gruppo occidentale e un gruppo orientale (con frontiera corrispondente alla "linea gotica").

All'interno di questo gruppo occidentale (romanzo occidentale), alcune lingue sembrano essere state influenzate particolarmente dalla lingua delle precedenti popolazioni celtiche, anche perché il celtico e il latino, essendo lingue abbastanze simili tendevano a influenzarsi maggiormente a vicenda più di quanto non avveniva con l'etrusco o il basco, ad esempio (il che spiega la relativa "purezza" rispetto al latino di toscano e castigliano). Questo discorso vale sia per la zona gallica sia per la zona del galego-portoghese, ma bisogna tenere presente che le lingue pre-romane celtiche delle due zone erano già diverse (celtico P e Q), per cui anche il risultato finale è diverso. Il castigliano e il guascone tradiscono invece l'influenza della lingua basca. (Come il toscano, a sud della linea gotica !, potrebbe tradire l'influenza dell'etrusco).

Allora, detto tutto questo, possiamo parlare di lingue gallo-romanze riferendoci a quattro gruppi:

  • francese
  • francoprovenzali
  • padanese (raggruppamento proposto dal linguista australiano Geoffrey Hull)
  • occitano-catalano

Di queste lingue, la meno influenzata dal celtico è l'occitano-catalano (e il catalano ancor meno dell'occitano: manca la u lombarda, ecc.).

Passando al padanese, ci troviamo davanti a ... un gran casino.

Cioè, il padanese si divide facilmente in reto-romanzo e tutto il resto.

Tutto il resto è quanto Sergio Salvi chiama "lingua padana", che poi si può suddividere facilmente in:

  • veneto
  • ligure
  • padano continuo

A sua volta il padano continuo può essere suddiviso in:

  • piemontese
  • idiomi lombardi
  • idiomi emiliano-romagnoli

Il reto-romanzo si distingue dal padano per :

  • la conservazione di CL, FL, PL
  • la trasformazione di KA e GA in CIA e GIA
  • la conservazione delle s finali

e altro (ad esempio: alv < lat. albus = bianco; cudesch < lat. codex = libro)

Quindi, se il milanese fosse retoromanzo si direbbe, più o meno:

  • *la claf = la chiave, *el flur = il fiore, *la plaga = la piaga
  • *la ciasa = la casa, *el giat = il gatto
  • *las ciasas = le case, *els giats = i gatti

I linguisti di scuola italiana - Salvioni (ticinese!), Battisti, Pellegrini - hanno fatto di tutto per dimostrare esattamente quello che dice Angelo, cioè la stretta parentela tra idiomi reto-romanzi e idiomi padani e in fondo ci sono riusciti.

Ma, questa scuola presenta un grosso neo. Non tiene conto delle macroscopiche differenze tra padanese e italiano a sud della lingua gotica e fa delle confusioni tra linguistica e politica. Quindi assimila il padanese all'italiano come "gruppo dialettale italiano settentrionale".

Ma i parlanti delle lingue reto-romanze non ci stanno e - con l'appoggio non sempre disinteressato dei linguisti di lingua tedesca - hanno dimostrato l'indipendenza delle loro lingue rispetto all'italiano. Sorvolano invece sui rapporti tra reto-romanzo e padano ("Se i padani vogliono essere italiani, cazzi loro ...", oppure in termini più moderati il linguista romancio A.

Schorta sostiene che gli idiomi padani sono in realtà dei dialetti meridionali italianizzanti della lingua reto-romancia!).

Quindi, questo almeno secondo me, è lo stato della questione.

Rimane da considerare il fatto che, all'interno del padanese, quasi tutti considerano la propria parlata una lingua indipendente: per cui ci sono 5 lingue reto-romanze svizzere (+ l'inventato "rumansch grischun"), 4 lingue ladine, 1 (miracolo!) lingua friulana, 1 (?) lingua piemontese, veneta e ligure, X lingue lombarde e emiliano-romagnole.

Tutto questo di fronte all'occitano-catalano costituito da due lingue sorelle. Tra queste, il catalano è più forte, anche perché riconosciuto come lingua co-ufficiale in Spagna, mentre l'occitano viene riconosciuto solo come "lingua regionale" dalla Francia. Però, anche l'occitano presenta al suo interno grosse differenze, per cui, se gli occitani avessero la testa dei padani, parleremo di una mezza dozzina di lingue, anziché di 1 lingua con mezza dozzina di dialetti, anche fortemente diversificati.

Autore : CdR


Indietro