La glottologia tradizionale ha operato una partizione delle lingue celtiche nei seguenti due gruppi:
- insulare (comprendente lingue tuttora parlate);
- continentale (estinto gìa in antichità, fin dal V secolo, e conosciuto quasi esclusivamente grazie alle epigrafi).
A causa
della scarsità e della difficoltà di interpretazione delle attestazioni del celtico continentale, i linguisti hanno in
realtà basato la classificazione solo sul celtico insulare, suddividendo le lingue celtiche in base al diverso esito della
labiovelare sorda indoeuropea "*kw":
- laddove essa si è evoluta nella velare "q" si parla di "celtico Q" o goidelico;
- nel "celtico P" o brittonico invece, "*kw" si è trasformata nella labiale "p".
Del primo gruppo fanno parte:
- l'irlandese nei suoi vari stadi (da quello contenuto nelle iscrizioni ogamiche del IV secolo
all'odierno),
- lo scozzese (importato dall'Irlanda nel Cinquecento),
- il manx (la lingua dell'isola di Man, oggi estinta).
Nel secondo rientrano:
- il gallese (o cimrico),
- il cornovagliese (o cornico, estinto nel Settecento),
- il bretone, secondo alcuni portato in Bretagna nel V secolo da tribù di Britanni in fuga a causa delle invasioni anglosassoni.
Questa classificazione, basandosi praticamente sul solo celtico insulare, ha dato però luogo a conclusioni arbitrarie causate
dall'applicazione degli stessi parametri linguistici e glottologici anche al celtico continentale, ancora troppo poco
conosciuto e identificato tradizionalmente con il solo gallico.
Le scoperte epigrafiche degli ultimi decenni hanno invece permesso di individuare altre due varietà di celtico continentale,
che viene ad essere così suddiviso:
- il gallico tradizionale (nella Gallia), "celtico P", ma non tutto;
- il celtiberico (parlato in Iberia), "celtico Q";
- il Lepontico (diffuso in Padania), "celtico P";
- il Galatico (parlato dai Galati dell'Anatolia).
Lo stesso gallico non era linguisticamente compatto, ma variegato. Rispecchiava in questo modo la configurazione etnica e
sociale dei Galli, suddivisi in tribù ed estremamente mobili sul territorio.
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