"In una pianura dal sole baciata
 la gente del Nord è tutta schierata.
 Biondi guerrieri ed elmi d'argento,
 il Cerchio e la Croce garriscono al vento..."

 

Una "Lega Santa" di Stati Europei li fermò alla fine del '600

Il 12 settembre 1683 un velo di nebbia copre la collina di Kahlenberg che sovrasta la città di Vienna, capitale dell'Impero. L'esercito europeo assiste alla messa preparatoria officiata dal frate cappuccino friulano Padre Marco d'Aviano, consigliere speciale dell'imperatore Leopoldo I. Nella sua predica rammenta tutte le atrocità compiute dai turchi e dai loro alleati bosniaci, zingari e albanesi in Serbia, Ungheria, Carinzia, Friuli... Il re di Polonia Johann III Sobieski è comandante di quell'armata che si accinge ad affrontare un avversario di forza soverchiante: 70.000 uomini contro 150.000 e un'artiglieria di grosso calibro di cui l'Europa non dispone. Il principe Eugenio di Savoia è a capo della cavalleria imperiale, dopo aver spezzato l'assedio con le sue seimila lance padane riuscendo a entrare in città a portare aiuto agli esausti 11.000 uomini del conte Starhenberg. Dall'altra parte gli eserciti ottomani del Gran Visìr Kara Mustafà, Mustafà "il nero", schierati dietro il vessillo del Profeta affidatogli dal sultano Maometto IV e infiammati dalle incitazioni dello sceicco Vani Effendi che trae dall'apparizione sconvolgente della Cometa di Halley il presagio della vittoria mondiale dell'Islam sui popoli cristiani d'Europa. La battaglia infuria per un giorno intero, con sorti alterne, ma alla fine i turchi abbandonano il campo lasciando sul terreno più di diecimila caduti. Ed è Padre Marco d'Aviano a officiare il solenne Te Deum nel Duomo di Santo Stefano, da dove incita l'Imperatore, il Re polacco e il Principe Eugenio a continuare la guerra fino alla liberazione di Budapest e di Belgrado dall'oppressore ottomano. Il capolavoro diplomatico di Padre Marco è quella "Lega Santa" che unisce in alleanza l'Impero, il Regno di Polonia, la Serenissima e infine la Russia. La campagna della Lega Santa contro i turchi libera una dopo l'altra la Carinzia, la Slovenia, la Croazia, l'Ungheria, la Transilvania e consistenti territori della Serbia e della Valacchia. Le "Porte di Ferro" del Danubio ritornano in mani europee e l'Impero ottomano con la Pace di Karlowitz del 1699 rinuncia definitivamente alla conquista dell'Europa continentale. Ed è a quella campagna di terra che dobbiamo, assieme alla vittoria sui mari a Lepanto, se oggi viviamo in paesi laici e di tradizioni cristiane dove la separazione tra Stato e Chiesa è ormai un fatto assodato, permettendo uno sviluppo della democrazia che, seppure incompleto, non ha eguali nel mondo. Oggi a Padre Marco d'Aviano è intitolato l'aeroporto internazionale di Trieste, mentre è in corso il processo di beatificazione, ma il solito cretino ha avuto la faccia tosta di opporsi, accusando il frate cappuccino di "bellicismo"...

di Archimede Bontempi



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